Uso degli Acronimi Sociali

La creazione acerba ed inopportuna di acronimi è controproducente per l’esercizio del pensiero: se infatti ci si interroga sulla loro natura ontologica, è possibile considerarli dei significanti di agevole utilizzo.

Tuttavia, ogni abbreviazione, per servire al suo scopo, deve sottendere un’opportuna elaborazione di significato. Se un soggetto elabora un acronimo per identificare un’espressione il cui significato è stato a sua volta appena elaborato, sostanzialmente egli sta autonomamente saltando passaggi razionali che dovrebbe svolgere l’aggregato sociale: è infatti compito della Savia Società ratificare, rendendola usuale, un’espressione, contribuendo allo stesso tempo al suo riempimento di significato.

Svolgendo unilateralmente tutto questo processo si finisce per piegare il significato da elaborare alla forma che gli si vuole far assumere (l’acronimo), così finendo per costringere entro limiti angusti quell’elaborazione mentale che tu, con la tua risposta, pensi di agevolare; se, invece, il concetto viene sviluppato senza alcuna pretesa teleologica di abbreviazione, se ne aumenta la capacità descrittiva ed il rigore epistemologico.

L’infimo pensatore che tu prospetti non fa altro che elaborare un concetto con la prospettiva della sua abbreviabilità, così tradendo quella complessità del reale che un acronimo riesce a rappresentare solo se a suo fondamento vi è una profonda elaborazione razionale e sociale.

S≥7,5L Ale Cu