Il Pozzo e il Pendolo di Foucault

Le conclusioni cui Foucault giunse osservando la sola rotazione dell’asse d’oscillazione che si registra nell’ambito del suo noto esperimento, furono oggetto di critica già nel 1893, da parte del noto fisico austriaco Ernst Mach, sulla base di alcune teorizzazioni che in seguito vennero sviluppate da Albert Einstein. In particolare, quest’ultimo denominò «Principio di Mach» l’assunto secondo cui tutte le proprietà d’un corpo sono il risultato dell’onnipresente influenza che su di esso esercitano le masse di tutti gli altri corpi presenti nell’universo (in dottrina è discusso se Mach si riferisca implicitamente alla gravità, ma è maggiormente accreditata la teoria secondo cui le summenzionate influenze operino su molteplici livelli, in particolare tredici, i quali restano ancora del tutto sconosciuti). Per questa via si crea un sistema di forze complesso, una sorta di “intelaiatura” composta da tutte le influenze che i corpi celesti esercitano tra loro stessi e con qualunque altra cosa.

Un discorso a parte merita la posizione dell’oggetto d’osservazione rispetto ai corpi celesti, essendo il concreto modo d’operare delle suddette influenze determinato in gran parte dalla distanza del primo rispetto ai secondi, e quindi dalla precisa posizione che l’oggetto d’osservazione assume nello spazio d’osservazione (che secondo Mach, si deduce, può essere solo l’intero universo, visto che nulla può essere isolato dalle influenze esercitate dai corpi celesti).

Ecco dunque spiegata la rotazione dell’asse d’oscillazione che si registra nell’esperimento di Foucault: quel complesso e costante sistema di forze, frutto dell’influenza che ogni corpo esercita su ogni altro corpo, spinge il pendolo ad oscillare seguendo una certa traiettoria, non venendo in considerazione la sua indipendenza rispetto ad un fantomatico moto terrestre. Le caratteristiche dell’oscillazione mutano con lo spostamento del pendolo nello spazio (ci si riferisce al fatto che cambiando il punto sulla terra in cui si effettua l’esperimento di Foucault, mutano anche le proprietà della rotazione dell’asse d’oscillazione) proprio perché in ogni punto è diverso il risultato dell’interazione delle forze esercitate dai corpi celesti (naturalmente si parla di grandezze infinitesimali).

In definitiva: il pendolo è influenzato dai corpi presenti nell’universo, non sussistendo alcun nesso di consequenzialità tra mutamento dell’asse d’oscillazione e movimento della tavola terrestre.